roba da macello
Kettimetty?

Dunque.
Siamo atterrati in orario all’aeroporto di Madrid ma per arrivare al terminal c’abbiamo messo almeno mezz’ora, un’altra mezza per ritirare i bagagli e s’è fatta ‘na certa. Senza perderci d’animo arriviamo in albergo in zona Chueca-Malasana per mollare i bagagli e poi andare di corsa a mangiare in un posto regolarmente scelto sulla Lonely Planet: il Boga Bar.
Facciamo un giro di ricognizione per il quartiere e decidiamo che Madrid già ci piace, potremmo anche trasferircisivini.
Nanna.
Sveglia tranquilla e colazione da Starbucks (che solitamente ci fa schifo ma era uno dei pochi posti aperti a quell’ora, forse l’unico) e giro di ricognizione per il centro senza trascurare i centri commerciali a noi tanto graditi Plaza Mayor, Fnac, Puerta del Sol, El Corte Englès,..
Dopo pranzo (thai) si continua con il giro della città: palazzi, palazzi, palazzi e palazzi. Ci piace, ci piace.
Riposino in albergo e poi di nuovo fuori per aperitivo e cena.
Fuori, il panico: gente dappertutto e tutti i locali stracolmi a tal punto che l’aperitivo salta e la cena diventa una cena a sorpresa. Riusciamo a beccare un tavolo libero in un posto dove il menù era incomprensibile e quindi siamo andati a sorpresa, risultato: a me arriva una specie di cavolfiore appena scottato con del prosciutto soffritto e a Gg un piattone di patatine tagliate alla julienne, fritte e con un ragù di chorizo; un piatto tipico della cena Weight Watchers.
Usciamo di corsa da quel posto infernale per tornare di nuovo a Chueca dove avevamo appuntamento con un mio amico che vive lì da 10 anni, ci passa a prendere in macchina e ci porta a bere in 2 locali mooooolto tranquilli.
Nanna.
Anche domenica mattina sveglia tranquilla, cosa molto strana per il bimbo Gg che solitamente alle 8 già salta sul letto: “Dove andiamo? Che facciamo? Usciamo?”
Colazione in un bar di fronte all’albergo che però non ci soddisfa tanto e ci procura anche crampetti e maldipancini vari.
Diretti al Prado ci ritroviamo a fare una coda infinita e praticamente immobile, dimenticavo, il tempo era orrendo ed era piovuto. Rapido sguardo e fuggiamo via verso il Reina Sofia dove ci aspetta un’altra fila ma molto più scorrevole.
Entriamo e dopo Rotchko, Fontana (+ altri che non ricordo) riesco a vedere per la prima volta e dal vivo il Guernika di Picasso: meraviglia!!!
